Monte Epomeo

L’Epomeo non è un vulcano, come molti credono, ma il blocco più alto e più inclinato di tufo verde. Rappresenta circa il 34% della superficie totale dell’isola, si è formato a seguito di una forte eruzione, di tipo esplosivo, all’incirca 55.000 anni fa e raggiunge un’altezza di 789 metri s.l. m. Il percorso più agevole per raggiungere la vetta è il sentiero che parte nei pressi dalla piazza di Fontana (Serrara Fontana) e si snoda prima lungo una strada asfaltata e poi una mulattiera. Un sentiero più impervio è il bosco della Falanga caratterizzato anche da ricoveri in pietra, cisterne e nevaioli. Dalla vetta dell’Epomeo si può godere un panorama straordinario, che abbraccia   Capri, Ponza, Napoli, il Vesuvio, la penisola sorrentina nonché il versante nord-orientale dell’isola. Il nome Epomeo deriva dal greco “epopao” =  guardo intorno. Il tramonto e soprattutto l’alba sono spettacoli unici.  Sulla vetta è situato l’Eremo, un antico rifugio di montagna con annessa cappella dedicata già nel ‘400 al culto di S. Nicola. Nel XVI secolo la nobile Beatrice Quadra, vedova D’Avalos lo adattò a ritiro per monache, ma data l’asprezza del clima il luogo non si rivelò adatto e le monache ripararono sul Castello.   Nel 1753  l’Eremo funse da rifugio spirituale per Giuseppe D’Argout, un tempo soldato e governatore del Castello Aragonese. Per accogliere una piccola comunità di frati, il D’Argout predispose una serie di opere di ampliamento, oggi a malapena visibili perché in tempi più recenti l’Eremo ha subito un cambio di destinazione d’uso per diventare una locanda.